La Sindrome di Brugada è una malattia genetica cardiaca ereditaria caratterizzata da alterazioni della conduzione elettrica del cuore che predispongono a aritmie ventricolari maligne e morte cardiaca improvvisa, spesso in soggetti giovani senza cardiopatia strutturale.
È classificata tra le canalopatie cardiache, cioè malattie dovute ad alterazioni dei canali ionici delle cellule miocardiche.
Epidemiologia
- Prevalenza: circa 1–5 casi su 10.000 individui
- Più frequente nel sesso maschile (con un rapporto maschi-femmine di 8:1) ed è molto rara nei bambini.
- Maggiore diffusione nel Sud-Est asiatico
- Causa importante di morte improvvisa nei giovani adulti
Base genetica
La sindrome di Brugada è geneticamente eterogenea ma nella maggior parte dei casi è associata a mutazioni del gene SCN5A.
Questo gene codifica per la subunità α del canale del sodio cardiaco NaV1.5, fondamentale per la fase 0 del potenziale d’azione cardiaco.
Meccanismo molecolare
La mutazione provoca:
- riduzione della corrente del sodio (loss of function)
- rallentamento della depolarizzazione
- disomogeneità della ripolarizzazione ventricolare
- predisposizione ad aritmie ventricolari
Altri geni coinvolti (meno frequenti):
- SCN1B
- SCN2B
- CACNA1C
- CACNB2
Tuttavia SCN5A rappresenta circa il 20–30% dei casi geneticamente diagnosticati.
Modalità di trasmissione
Nella maggior parte dei casi la sindrome di Brugada è ereditata con modalità autosomica dominante; l’eccezione è la sindrome di Brugada correlata con il gene KCNE5, che è ereditata in modo legato all’X.
La maggior parte delle persone con diagnosi di sindrome di Brugada hanno un genitore affetto o un altro parente stretto affetto. La percentuale di individui con sindrome di Brugada causata da varianti patogene de novo è molto bassa (~1%). Ogni figlio di un individuo affetto dalla sindrome di Brugada autosomica dominante ha una probabilità del 50% di ereditare la variante patogena. Tuttavia, il rischio che un bambino erediti la variante patogena familiare e sviluppi la sindrome può essere inferiore al 50% a causa della ridotta penetranza e della possibilità di altri fattori genetici e ambientali. La penetranza ridotta e l’espressività variabile sono infatti le caratteristiche distintive della sindrome.
Manifestazioni cliniche
Il quadro clinico può variare da asintomatico a manifestazioni gravi.
Sintomi principali:
- sincope
- palpitazioni
- tachicardia ventricolare
- fibrillazione ventricolare
- morte cardiaca improvvisa
La morte improvvisa può verificarsi:
- durante il sonno
- a riposo
- in giovani adulti apparentemente sani
Diagnosi
La diagnosi si basa principalmente sull’elettrocardiogramma.
Pattern ECG tipico
- sopraslivellamento del tratto ST nelle derivazioni V1–V3
- morfologia “a tenda” o “coved type”

Si distinguono:
- Pattern tipo 1 (diagnostico)
- Pattern tipo 2
- Pattern tipo 3

A volte il pattern può essere smascherato da farmaci bloccanti il sodio (Ajmalina).
Fattori scatenanti
Alcune condizioni possono facilitare la comparsa delle aritmie:
- febbre
- farmaci antiaritmici
- anestetici
- antidepressivi triciclici
- alcol
- squilibri elettrolitici
Diagnosi molecolare
Una diagnosi molecolare può essere effettuata in un individuo con tratti caratteristici e identificazione di una variante patogena eterozigote del gene SCN5A o uno degli ulteriori 42 geni associati alla sindrome.
Gli approcci ai test genetici molecolari possono includere una combinazione di test mirati sui geni (test seriali su un singolo gene o pannello multigenico) e test genomici completi (sequenziamento dell’esoma, sequenziamento del genoma) a seconda del fenotipo.


Terapia
Non esiste una terapia causale.
Il trattamento principale nei soggetti ad alto rischio è: impianto di defibrillatore cardioverter impiantabile (ICD)
Altri approcci:
- controllo della febbre
- evitare farmaci proaritmici
- chinidina in alcuni casi.

