Risposta 1

La Sindrome di Brugada è una malattia genetica cardiaca ereditaria caratterizzata da alterazioni della conduzione elettrica del cuore che predispongono a aritmie ventricolari maligne e morte cardiaca improvvisa, spesso in soggetti giovani senza cardiopatia strutturale.

È classificata tra le canalopatie cardiache, cioè malattie dovute ad alterazioni dei canali ionici delle cellule miocardiche.

Epidemiologia

  • Prevalenza: circa 1–5 casi su 10.000 individui
  • Maggiore diffusione nel Sud-Est asiatico
  • Causa importante di morte improvvisa nei giovani adulti

Base genetica

Questo gene codifica per la subunità α del canale del sodio cardiaco NaV1.5, fondamentale per la fase 0 del potenziale d’azione cardiaco.

Meccanismo molecolare

La mutazione provoca:

  • riduzione della corrente del sodio (loss of function)
  • rallentamento della depolarizzazione
  • disomogeneità della ripolarizzazione ventricolare
  • predisposizione ad aritmie ventricolari

Altri geni coinvolti (meno frequenti):

  • SCN1B
  • SCN2B
  • CACNA1C

Tuttavia SCN5A rappresenta circa il 20–30% dei casi geneticamente diagnosticati.

Modalità di trasmissione

Manifestazioni cliniche

Il quadro clinico può variare da asintomatico a manifestazioni gravi.

Sintomi principali:

  • sincope
  • palpitazioni
  • tachicardia ventricolare
  • fibrillazione ventricolare
  • morte cardiaca improvvisa

La morte improvvisa può verificarsi:

  • durante il sonno
  • a riposo
  • in giovani adulti apparentemente sani

Diagnosi

La diagnosi si basa principalmente sull’elettrocardiogramma.

Pattern ECG tipico

  • sopraslivellamento del tratto ST nelle derivazioni V1–V3
  • morfologia “a tenda” o “coved type”

Si distinguono:

  1. Pattern tipo 1 (diagnostico)
  2. Pattern tipo 2
  3. Pattern tipo 3

A volte il pattern può essere smascherato da farmaci bloccanti il sodio (Ajmalina).

Fattori scatenanti

Alcune condizioni possono facilitare la comparsa delle aritmie:

  • febbre
  • farmaci antiaritmici
  • anestetici
  • antidepressivi triciclici
  • alcol
  • squilibri elettrolitici

Terapia

Non esiste una terapia causale.

Il trattamento principale nei soggetti ad alto rischio è: impianto di defibrillatore cardioverter impiantabile (ICD)

Altri approcci:

  • controllo della febbre
  • evitare farmaci proaritmici
  • chinidina in alcuni casi.